cù-ra dal latino: [cura] derivato dalla radice [ku-/kav-] osservare. Da confrontare con il sanscrito [kavi] saggio.

Archivio per novembre, 2013

Medicina Buddista e Cura

L’insegnamento della Medicina Buddista è stato trasmesso per la prima volta dal Re del Buddha della Medicina 50.000 eoni fa. Il Buddha Shakyamuni in questo eone, attraverso l’emanazione del Buddha della Medicina (Bhaishajya-Guru), ha anche dato 2500 anni fa, la trasmissione di testi medici. Questi testi contengono migliaia di capitoli sulle cause, la prevenzione e la cura delle malattie.

Il Signore Buddha insegnò che le cause radicali di tutte le malattie sono i tre veleni: delusione (oscurità, ignoranza, confusione), attaccamento (desiderio, orgoglio, bramosia) e avversione (rabbia, odio, aggressione). A causa dei tre veleni i 404 tipi di disordini psicofisici e i loro 84.000 tipi di manifestazioni compaiono nel mondo. Questi 404 maggiori tipi di malattie possono essere classificati in quattro categorie principali di 101 tipi l’una.

medicina buddista

La prima categoria di malattie è causata dalle condizioni karmiche passate e non può essere curata. Tentativi di cure con i metodi convenzionali conducono solamente ad un aumento del peso karmico e generano un’ulteriore ruota di sofferenze sia nella vita attuale che nelle vite a future.

La seconda categoria è causata dall’influenza di spiriti negativi. Queste possono essere eliminate da pratiche rituali svolte per il paziente da un lama qualificato o da uno yogi tantrico.

La terza categoria è causata da fattori stagionali, condotta impropria e abitudini alimentari scorrette. Questo tipo può essere curato attraverso una appropriata condotta, buone abitudini alimentari e medicine.

La quarta categoria proviene da cause superflue. Questi malanni minori solitamente guariscono senza il bisogno di medicine.

Il Buddhadharma spiega come l’universo con tutte le sue diversità di forme e apparenze sia composto dai quattro elementi di terra, acqua, fuoco e vento. Questi stessi quattro elementi sono i costituenti che influenzano la formazione del sangue, dei tessuti, dei fluidi del corpo, delle ossa e della pelle, gli organi sensoriali, il respiro, la coscienza e la forma fisica in un corpo umano. Quando i Nyipa (Lung, Khrispa, Badkan) le tre energie principali che governano i processi biofisici e mentali del corpo sono in armonia, allo stesso modo lo saranno il benessere del corpo, mente e spirito della persona. Quando il Nyipa è sbilanciato a causa del risultato delle influenze negative della visione errata, emozioni tormentanti, condotta non virtuosa, ambienti disordinati, dieta impropria o spiriti negativi, la mancanza di salute naturalmente si manifesta.

Come il mondo sia arrivato ad esistere e come noi siamo arrivati a nascere in questo mondo è il risultato delle dinamiche interdipendenti del karma collettivo e del karma individuale. La moltitudine dei fenomeni che sperimentiamo nel mondo è anche il risultato della sequenza di cause correlate di eventi che trovano il proprio inizio sia nelle nostre menti individuali checollettive e che dà luogo alla formazione del karma. La mancanza di profonda visione interiore sulle cause del karma e la nostra incapacità di portare armonia nel rapporto con noi stessi, con gli altri e con il nostro ambiente in un modo che corrisponda alla Legge del Dharma che governa il funzionamento dell’universo, aumenta il livello di disarmonia nella nostra mente e dà origine ad irrequietezza, agitazione, all’essere assorti su noi stessi e ad insoddisfazione emotiva nei confronti dela vita.

La disarmonia della mente ha il potere di oscurare la nostra visione del quadro più ampio della realtà e dà luogo all’impeto di emozioni forti e incontrollabili come il desiderio-attaccamento a quello che troviamo piacevole; odio-avversione verso quello che non ci piace o una totale negazione di sé quando ci sentiamo a disagio nel riconoscerlo.

La medicina convenzionale può portare sollievo alle condizioni cliniche attraverso un corso di trattamenti e la chirugia, ma tratta solamente i sintomi che si manifestano e non la causa radice del problema, che è il risultato della maturazione della impronta karmica. Quando le cause radice del problema non sono trattate adeguatamente, queste si manifesteranno di nuovo e di nuovo da una vita all’altra. Solamente la Medicina Buddista con la sua profonda visione interiore della vera causa della sofferenza può rimuovere la causa radice delle malattie definitivamente, attraverso l’applicazione della pratica del Dharma che porta armonia al caos e pace ai conflitti. Non c’è nessun fenomeno nel mondo che non sia accompagnato dai suoi mezzi di liberazione. Se affrontati con la giusta comprensione, allora anche le condizioni più impegnative possono diventare gli stessi mezzi di liberazione; questo è il metodo della Medicina Buddista.

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La Medicina primitiva

medicina primitiva

I popoli primitivi attualmente viventi uniscono l’interpretazione soprannaturale a un empirismo spesso assai progredito. Tutte quelle patologie che sono causate da agenti ben definibili (traumi, morsi di animali, parassitosi ecc.) sono trattate con rimedi naturali dettati da una ricerca empirica, mentre quelle la cui causa non è evidente (qualsiasi patologia interna) sono attribuite all’ influenza di divinità, maghi o stregoni. In ogni caso è sempre l’elemento magico ad avere il sopravvento nella diagnosi e nella cura che sono esclusiva competenza dei guaritori.
L’eziologia di qualsiasi patologia è spesso associata a un peccato commesso, anche involontariamente, dal paziente contro divinità, stregoni, individui o oggetti dichiarati tabù (re, guerrieri, persone in lutto, donne mestruate, puerpere, chiunque abbia a che fare con cadaveri, alcuni animali) con i quali è proibito ogni contatto. Lo stregone ha poi la facoltà di causare la malattia in moltissimi modi se ha a disposizione parti del corpo della vittima (unghie, capelli), oggetti o avanzi di cibo; in mancanza di ciò può ricorrere ad altri procedimenti come l’infissione di chiodi o spilli in feticci. Anche i demoni e le anime dei morti sono ritenuti in grado di provocare malattie.
Per difendersi dalle malattie si fa ricorso ad abluzioni, all’uso di amuleti, alla somministrazione di erbe medicamentose oppure anche a cerimonie e riti collettivi a cui partecipa tutto il villaggio con a capo lo stregone: talvolta si cerca di scacciare il demone responsabile della malattia spaventandolo, talvolta allettandolo, altre volte ancora si ricorre al sacrificio o all’allontanamento di un capro espiatorio.